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Il trasferimento di Luka Doncic ai Lakers continua a far discutere: lo sloveno domina i primi quarti di ogni partita, superando addirittura il totale punti stagionali di Anthony Davis.
Scoppia il primo verdetto giudiziario legato allo scandalo scommesse che ha travolto la NBA, esploso nell’ottobre scorso. La vicenda segna un punto di svolta con la prima condanna al carcere, ma il quadro resta ampio e destinato ad allargarsi, coinvolgendo giocatori ed esponenti di primo piano della lega.
Il primo a essere condannato è Timothy McCormack, che si è definito lui stesso un dipendente patologico dal gioco d’azzardo. Per lui è arrivata una sentenza a due anni di reclusione. Secondo quanto emerso dalle indagini, McCormack avrebbe utilizzato informazioni riservate e non pubbliche per manipolare scommesse collegate alle prestazioni di alcuni giocatori NBA, agendo come parte attiva di una rete organizzata.
L’inchiesta, però, è tutt’altro che conclusa. Il nome più pesante coinvolto è quello di Terry Rozier, giocatore attualmente sospeso dalla lega. Rozier si è dichiarato innocente ed è stato rimesso in libertà dopo aver versato una cauzione da 3 milioni di dollari. Il giocatore dei Miami Heat dovrà però tornare davanti al giudice nel mese di marzo, quando la sua posizione verrà nuovamente esaminata.
Tra gli altri nomi finiti sotto la lente della giustizia c’è anche Jontay Porter, fratello di Michael Porter Jr. L’ex giocatore NBA è già stato squalificato a vita dalla lega nel 2024. Porter ha ammesso le proprie responsabilità e si è dichiarato colpevole, restando ora in attesa della sentenza definitiva.
L’indagine tocca anche il mondo delle panchine. Chauncey Billups, attuale allenatore dei Portland Trail Blazers, è accusato in un filone parallelo legato a partite di poker truccate con il coinvolgimento di più famiglie mafiose. Billups si è dichiarato innocente, ha pagato una cauzione da 5 milioni di dollari e dovrà comparire nuovamente in tribunale a marzo. Nel frattempo resta sospeso dal suo incarico.
La condanna di McCormack rappresenta solo il primo tassello giudiziario di un caso destinato a lasciare strascichi profondi nella NBA. Le prossime udienze, attese nei mesi primaverili, chiariranno l’ampiezza reale dello scandalo e le eventuali responsabilità di altri protagonisti della miglior lega di basket del mondo, già scossa da una delle vicende più delicate degli ultimi anni.
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