Conte: “Oggi non abbiamo scuse, facciamo mea culpa”

L’allenatore della SSC Napoli Antonio Conte ha parlato al termine dell’amaro pareggio di Champions contro il Copenaghen: “Io penso che ci debba essere delusione perché è una partita che si era messa nelle migliori condizioni per essere vinta e fare uno step in avanti per giocarci i playoff. Potremmo avere mille attenuanti, ma oggi non vanno bene. Queste sono partite che devi vincere e noi abbiamo dimostrato che per la quarta volta consecutiva di fare fatica fuori casa in Champions. Era in totale controllo anche in 11 vs 11. Al netto che tu le possa giocare senza dieci giocatori e della stanchezza, queste son partite che devi vincere. Invece c’è delusione perché non siamo riusciti a fare questo. Il livello nostro forse non è così, per questa competizione. Abbiamo fatto solo otto punti, oggi c’è da fare un grandissimo mea culpa tutti. Atteggiamento? Queste gare devi portarla a casa, punto e basta. Poco da parlare, c’è solo da essere arrabbiati con noi stessi. Ce la siamo messa in salita da soli. Juventus e Chelsea possono orientare la stagione? Orientare? Siamo a fine gennaio, noi cerchiamo di fare del nostro meglio con i giocatori che abbiamo a disposizione. Dobbiamo cercare di lavorare, di offrire la miglior versione di noi. Oggi potevamo fare molto meglio, ci deve essere grande delusione per noi. Avevamo una grande occasione, c’era tutto e ce la siamo rovinati. Questo ci deve far riflettere, poi inizieremo a pensare alla Juve. Quanti siamo? Undici, dodici? Prepareremo la partita, ci sono queste difficoltà e le affrontiamo. Oggi la partita la devi portare a casa, punto e basta. L’input era entrare sapendo di avere la gara in mano, sapendo l’importanza della gara, sapendo di fare il secondo e terzo gol. L’episodio capita e ti lecchi le ferite. Ora ci lecchiamo le ferite. Dispiace perché con mille attenuanti oggi dovevi vincerla. La stavamo dominando sotto tutti i punti di vista e alla fine siamo riusciti a complicarci la vita, a complicarci tutto. Dispiace perché lavoriamo tanto. Queste cose devono darci fastidio. Se non lo fanno significa che non vogliamo crescere. Non sta ne in cielo ne in terra far rientrare in partita il Copenhagen capendo l’importanza che aveva per noi questa gara, con un uomo in più. Il calcio sappiamo com’è, devi entrare dall’™inizio alla fine determinato e voglioso di ottenere una cosa, altrimenti rischi la beffa. Oggi ci lecchiamo le ferite, questo pareggio fa molto male e deve fare molto male anche ai miei calciatori”.

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