Enzo Cuomo, ex sindaco di Portici e attuale assessore, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli per chiarire la sua posizione sulle recenti polemiche riguardanti la possibile candidatura dei suoi figli alle prossime elezioni comunali. Durante la trasmissione Yes I Know Kiss Kiss, Cuomo ha risposto alle domande dei conduttori e ha affrontato il tema della libertà di scelta e dei pregiudizi legati ai cognomi in politica.
Nel corso dell’intervista, Enzo Cuomo ha voluto chiarire subito la questione della presunta volontà di imporre ai figli una carriera politica.
«Io penso che i nostri figli siano delle persone e, come tali, vadano trattate. Il fatto che portino un cognome non deve essere né un privilegio – e per loro non lo è mai stato – né una penalizzazione», ha dichiarato Cuomo.
L’ex sindaco ha sottolineato come sia offensivo pensare che un padre possa decidere il futuro dei propri figli, soprattutto in un ambito delicato come quello delle istituzioni.
«Sono persone che fanno le loro scelte. Credo che sia molto offensivo nei confronti di due persone, di una donna e di un uomo, pensare che non abbiano competenze, un loro pensiero e la libertà di agire e scegliere», ha aggiunto.
Cuomo ha ribadito che i suoi figli, Pietro e Anna Maria, sono persone libere e indipendenti e che non accetterebbero mai imposizioni da parte dei genitori.
Durante la trasmissione, Rosario Verde e Marco Pesacane hanno sollevato il tema dei cosiddetti “figli d’arte” e dei possibili vantaggi o svantaggi che possono avere in politica. Cuomo ha risposto con fermezza:
«Io non credo che abbiano vantaggi e non credo che abbiano svantaggi».
Ha spiegato che, sebbene i figli possano aver acquisito esperienza grazie all’ambiente familiare, questo non si traduce automaticamente in un privilegio.
«Non sempre sono d’accordo con me, anzi molto spesso hanno idee contrapposte alle mie su alcuni temi. Il nostro confronto è sempre stato aperto: non solo un confronto generazionale, ma un confronto paritario», ha raccontato Cuomo.
L’ex sindaco ha anche ammesso che, come padre, voterebbe per i propri figli, sottolineando però che si tratta di un atteggiamento naturale.
«Solo un padre degenerato e snaturato non aiuterebbe i figli nel campo dell’attività che decidono di intraprendere», ha affermato, evidenziando come la società italiana sia ancora ipocrita su questi temi.
Nel corso dell’intervista, Enzo Cuomo ha espresso alcune critiche nei confronti dell’articolo pubblicato da Fanpage, che aveva sollevato la questione della candidatura dei suoi figli.
«Credo che questo articolo abbia fatto una pubblicità gratuita di cui probabilmente hanno solo beneficiato, perché chi li conosce sa che persone sono», ha detto Cuomo.
Ha poi ribadito che la scelta di candidarsi spetta esclusivamente ai figli e che ciascuno di loro ha una propria personalità.
«Sono fratelli, ma sono anche persone tra loro molto diverse: ognuno ha una propria propensione, una propria idea. Non è detto che debbano fare le stesse cose», ha spiegato.
Cuomo ha infine criticato un certo modo di fare giornalismo che, a suo avviso, finisce per colpire indirettamente i familiari.
«Il modo di scrivere dei “figli di Cuomo” è un modo per colpire Cuomo. Se bisogna colpire, si colpisca me direttamente, lasciando ai miei figli la loro vita», ha concluso, invitando a rispettare la libertà e l’autonomia delle nuove generazioni.
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