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Ja Morant è tornato sul parquet nella vittoria dei Memphis Grizzlies contro gli Orlando Magic (109-126), confermandosi protagonista assoluto nel bene e nel male. Il playmaker da 26 anni ha chiuso la partita con 24 punti e 13 assist, incidendo in modo netto sul risultato. Ma accanto alla prestazione di alto livello è arrivato l’ennesimo episodio destinato ad alimentare le polemiche che lo accompagnano da tempo.
Nel corso del match Morant ha esultato mimando l’uso di un bazooka, un gesto che ha immediatamente fatto discutere. Un’esultanza che si inserisce in una lunga serie di comportamenti controversi legati al tema delle armi: in passato il giocatore era già stato sospeso due volte per aver mostrato pistole in alcuni video, una delle quali gli era costata ben 25 partite di squalifica, oltre a una multa per precedenti gesti simili in campo.
Dopo l’ennesima provocazione, il volto di Morant è cambiato completamente in conferenza stampa. Il leader dei Grizzlies si è mostrato insolitamente remissivo, quasi implorando la franchigia di Memphis di non rinunciare a lui. Il riferimento più forte è stato il tatuaggio sulla schiena con il logo della squadra:
“Ho il logo dei Grizzlies tatuato sulla schiena, e questo dice esattamente dove voglio stare. Se qualcuno qui mi conosce davvero, sa che sono una persona molto leale”.
Morant ha poi spiegato quanto il campo rappresenti per lui una sorta di ancora di salvezza, l’unico spazio in cui riesce a ritrovare sé stesso:
“Il solo fatto di poter giocare a basket è molto terapeutico per me. So di cosa sono capace là fuori e questa sera sono riuscito a dimostrarlo. È stato molto importante tornare in campo e rappresentare Memphis: è questo ciò che conta davvero”.
Parole che suonano come un appello diretto alla dirigenza, in un momento in cui il suo futuro è tutt’altro che sicuro.
Nonostante le dichiarazioni d’amore, Ja Morant sembra avere ormai i giorni contati ai Grizzlies. Per la prima volta la franchigia ha iniziato ad ascoltare offerte per la sua stella, legata a Memphis da un contratto fino al 2028, per un totale di circa 125 milioni di dollari compresa la stagione in corso. Tra le squadre che avrebbero mostrato interesse ci sono Miami Heat, Toronto Raptors e Sacramento Kings.
Il problema resta l’affidabilità complessiva del giocatore. Morant è una superstar capace di accendersi in qualsiasi momento, ma continua a trascinarsi dietro problemi comportamentali e limiti tecnici: difesa discontinua, appena il 23,5% da tre punti e un’immagine pubblica compromessa da continue controversie. Un talento che “spara” spesso, ma che fatica a “tirare” davvero, dentro e fuori dal campo.
Memphis, ora, sembra sempre più vicina alla scelta più drastica: separarsi dalla sua stella più brillante e allo stesso tempo più ingombrante.
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