L’avvocato Matteo Sperduti, difensore del presidente dell’AIA Zappi, è intervenuto per la prima volta ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli. Intervistato dal direttore Valter De Maggio, Sperduti ha spiegato le ragioni del ricorso contro l’inibizione di 13 mesi inflitta al suo assistito, sottolineando le criticità del processo sportivo e la necessità di garantire il diritto di difesa.
Nel corso dell’intervista, l’avvocato Sperduti ha evidenziato come la celerità sia una caratteristica fondamentale del processo sportivo, ma spesso a discapito del diritto di difesa degli imputati. “La celerità è la condizione essenziale del processo sportivo”, ha dichiarato Sperduti, aggiungendo che questa rapidità viene spesso preferita rispetto alla possibilità di difendersi pienamente. L’avvocato ha spiegato che la difesa aveva presentato istanze istruttorie ordinarie, chiedendo di ascoltare in contraddittorio i testimoni considerati dalla procura. Secondo Sperduti, questa richiesta nasceva dalle contraddizioni emerse nelle dichiarazioni dei testimoni, che avrebbero meritato un approfondimento diretto da parte dell’organo giudicante. Tuttavia, il Tribunale Federale ha rigettato la richiesta, sostenendo che non fosse necessario risentire i testimoni e riservandosi eventualmente di farlo solo dopo la discussione del merito. Sperduti ha criticato questa scelta, sottolineando che “prima si ascoltano i testimoni e poi si valuta chi ha ragione”. La difesa, dunque, si è sentita limitata nella possibilità di far valere le proprie ragioni.
Alla domanda se la difesa farà ricorso, Sperduti ha risposto con decisione: “Faremo ricorso alla Corte Federale, assolutamente. Noi faremo ricorso a tutti i gradi di giudizio, cioè Corte Federale, Collegio di Garanzia e poi eventualmente al TAR”. L’avvocato ha ribadito che il processo sportivo, così come strutturato, limita molto il diritto di difesa, lasciando nelle mani della Procura la possibilità di ascoltare tutti i testimoni ritenuti utili, ma senza garantire lo stesso diritto alla difesa. Sperduti ha ricordato che già in fase di indagine era stata richiesta la possibilità di ascoltare in contraddittorio i due soggetti su cui si fonda il procedimento, ma la richiesta era stata respinta sia in fase preliminare che durante il processo. L’avvocato ha poi sottolineato come la sentenza sia esecutiva anche se non definitiva, creando ulteriori difficoltà per il presidente Zappi, che non può operare pur non essendo decaduto ufficialmente. “Il principio di celerità non deve andare contro i diritti di difesa dei soggetti deferiti”, ha concluso Sperduti, auspicando una modifica delle regole processuali sportive.
Durante la trasmissione, è stato chiesto a Sperduti se si stia andando verso il commissariamento dell’AIA. L’avvocato ha risposto con cautela, spiegando che una decisione di questo tipo spetta agli organi federali e che, fino a quando la sentenza non sarà definitiva, il presidente Zappi non può decadere ma resta comunque inibito dall’operare. Sperduti ha evidenziato come questa situazione rappresenti un ulteriore problema del processo sportivo, in cui l’esecutività della sentenza precede la sua definitività. L’avvocato ha ribadito che la difesa continuerà a seguire tutte le vie legali possibili per tutelare il proprio assistito e ha sottolineato che la questione non riguarda solo il caso Zappi, ma più in generale il funzionamento della giustizia sportiva italiana.
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