Dura sanzione per aver toccato le parti intime a due avversari: sette turni di stop per Ollie Clarke

Ollie Clarke, centrocampista dello Swindon Town, è stato squalificato per sette partite e multato per aver toccato le parti intime di due avversari durante una gara di Coppa di Lega, gesto giudicato intenzionale dalla commissione disciplinare.

Una vicenda insolita e destinata a far discutere arriva dal calcio inglese. Ollie Clarke, centrocampista dello Swindon Town, club che milita in League Two (quarta divisione), è stato squalificato per sette partite a seguito di un comportamento ritenuto gravemente antisportivo durante un incontro ufficiale.

I fatti risalgono alla partita di Coppa di Lega disputata il 12 agosto scorso contro il Cardiff City. Secondo quanto ricostruito dalla commissione disciplinare, Clarke avrebbe toccato intenzionalmente i testicoli di due avversari in due momenti diversi della gara: al 57° minuto e poi al 94°, a gioco fermo e contro due giocatori differenti.

Il calciatore, 33 anni, ha sempre respinto le accuse, sostenendo che i contatti non fossero intenzionali. Anche lo Swindon Town, attraverso un comunicato ufficiale, ha ribadito la posizione del proprio tesserato, parlando di gesti involontari e privi di malizia. Tuttavia, la commissione incaricata di valutare l’accaduto non ha accolto questa versione dei fatti.

Nel verdetto si legge che “non esiste alcuna ragione plausibile per toccare le parti intime di un altro giocatore durante una partita, soprattutto quando il gioco è fermo”. Una motivazione netta, che ha portato all’inflizione di una squalifica severa: sette giornate complessive, oltre a una multa di 2.750 sterline, pari a circa 3.170 euro.

Clarke non scende in campo dal 13 dicembre e ha già scontato tre turni di sospensione. Dovrà quindi restare fermo ancora per quattro partite prima di poter tornare a disposizione della squadra.

L’episodio riaccende il dibattito sui comportamenti in campo e sui limiti da non oltrepassare, anche nei momenti di maggiore tensione agonistica. Le autorità calcistiche inglesi hanno voluto lanciare un messaggio chiaro: certi gesti non sono tollerabili e verranno puniti con fermezza, indipendentemente dalle intenzioni dichiarate dai protagonisti.

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