Notte intensa e ricca di temi in NBA, con James Harden che entra nella storia della lega, i Los Angeles Lakers che continuano a vivere un momento complicato e diversi risultati significativi su entrambi i lati delle conference.
A 36 anni, James Harden ha scritto un’altra pagina importante della sua carriera superando quota 28.596 punti in carriera e scavalcando Shaquille O’Neal, diventando così il nono miglior realizzatore di sempre nella storia della NBA. La guardia dei Los Angeles Clippers ha firmato 32 punti, con anche 10 assist e 4 recuperi, nella vittoria per 117-109 contro i Charlotte Hornets. Fondamentale anche il contributo di Kawhi Leonard, autore di 35 punti. Con questo successo, i Clippers centrano la terza vittoria consecutiva e restano in piena corsa per un posto nel play-in della Western Conference, mettendo pressione ai Memphis Grizzlies. Il primato assoluto dei punti realizzati in NBA resta saldamente nelle mani di LeBron James.
Periodo nero per i Los Angeles Lakers, che incassano la terza sconfitta consecutiva sul campo dei Sacramento Kings. Nemmeno una prestazione straordinaria di Luka Dončić è bastata a evitare il ko: lo sloveno ha chiuso con 42 punti, 7 rimbalzi, 8 assist e 4 recuperi, tirando 16/25 dal campo, pur con un modesto 2/9 da tre.
Sacramento, che aveva vinto appena nove partite su 39 in stagione, ha trovato in DeMar DeRozan il leader offensivo con 32 punti, mentre l’ex Laker Russell Westbrook ha brillato con 22 punti, 5 rimbalzi e 7 assist. Per i gialloviola, LeBron James ha segnato 22 punti e ha esordito con una maglia speciale arricchita da un patch celebrativo per la sua 23ª stagione NBA, un record assoluto. Il distintivo, realizzato da Topps, è suddiviso in quattro colori che richiamano le tappe della carriera di LeBron tra Cleveland, Miami e Los Angeles, e lo accompagnerà fino al termine della stagione.
Momento complicato anche per i Boston Celtics, alla terza sconfitta nelle ultime quattro gare. Nella notte, Hugo González è partito dalla panchina realizzando 2 punti e 1 rimbalzo in 14 minuti, con 1/2 dal campo. Senza Jaylen Brown e con l’assenza prolungata di Jayson Tatum, Boston fatica enormemente in attacco: solo 45% al tiro e appena 96 punti segnati contro Indiana.
Decisivo Pascal Siakam, che ha chiuso con 21 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, segnando il canestro chiave a sette secondi dalla fine. Per i Celtics, il miglior realizzatore è stato Payton Pritchard con 23 punti.
Sconfitta anche per i Brooklyn Nets allenati dallo spagnolo Jordi Fernández, battuti 113-105 dai Dallas Mavericks. Protagonista il rookie Cooper Flagg, prima scelta assoluta dell’ultimo Draft, autore di 27 punti. Ai Nets non sono bastati i 28 punti di Michael Porter Jr: Brooklyn è terzultima a Est con un record di 11-26 e arriva a quattro sconfitte consecutive.
Grande emozione a Cleveland per il ritorno di Kevin Love, accolto da una calorosa ovazione dai tifosi dei Cavaliers, con cui vinse il titolo NBA. Questa volta Love ha indossato la maglia degli Utah Jazz, segnando 11 punti con 3 triple nella vittoria esterna. Il migliore per Utah è stato Keyonte George con 32 punti e 9 assist. Cleveland resta sesta a Est con un bilancio di 22-19, nonostante tre sconfitte nelle ultime cinque gare.
Infine, vittoria autoritaria in trasferta per i Philadelphia 76ers, che hanno battuto i Toronto Raptors 115-102, costruendo il successo già in un primo tempo devastante da 80 punti segnati. Tyrese Maxey ha guidato i Sixers con 33 punti, mentre Joel Embiid ne ha aggiunti 27, trascinando la squadra di Nick Nurse a un successo convincente.
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