L’espulsione rimediata da Antonio Conte nel finale di Inter-Napoli apre ora uno scenario delicato sul fronte disciplinare. La protesta furiosa dell’allenatore partenopeo contro la decisione arbitrale sul calcio di rigore assegnato ai nerazzurri potrebbe tradursi in una squalifica pesante, anche se un precedente recente in Serie A lascia spazio a un possibile ridimensionamento della sanzione.
L’episodio chiave arriva al 70’. Dopo un pestone di Amir Rrahmani su Henrikh Mkhitaryan, l’arbitro Doveri viene richiamato al monitor dal VAR e, al termine dell’on field review, indica il dischetto. Una scelta che scatena la reazione incontrollata di Conte, visibilmente esasperato per quanto accaduto. Il tecnico protesta in maniera plateale, calcia un pallone nei pressi della panchina e urla più volte “Vergognatevi” all’indirizzo dell’arbitro e del quarto uomo.
Il comportamento viene ritenuto eccessivo dalla squadra arbitrale e porta all’espulsione diretta dell’allenatore del Napoli, che continua a protestare anche mentre si dirige verso gli spogliatoi, seguendo poi il finale di gara da una posizione defilata.
Secondo molti osservatori arbitrali, la condotta di Conte potrebbe costargli almeno due giornate di squalifica. A rafforzare questa ipotesi contribuiscono non solo la veemenza delle proteste, ma anche le eventuali espressioni irriguardose che potrebbero essere state riportate nel referto ufficiale. L’ex arbitro Mauro Bergonzi, intervenuto a La nuova DS, ha commentato: “Conte ha gridato più di una volta ‘vergognatevi’ e l’arbitro non poteva non dargli il rosso, era inevitabile. Rischia almeno due giornate”.
Esiste però un precedente in questa stessa stagione che potrebbe incidere sulla decisione finale del giudice sportivo. In Milan-Lazio del 29 novembre, Massimiliano Allegri fu espulso per proteste dopo un richiamo al VAR su un episodio di mano in area. Anche in quel caso, l’allenatore affrontò in modo acceso l’arbitro e il quarto ufficiale, ma la sanzione si fermò a una sola giornata di squalifica, accompagnata da un’ammenda.
La situazione di Conte appare simile sotto diversi aspetti, anche se più complessa per l’intensità della protesta e per le frasi urlate in campo aperto. Molto dipenderà dal contenuto del referto di Doveri e dalla valutazione del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea, chiamato ora a stabilire se applicare una sanzione più severa o seguire la linea già adottata nel caso Allegri.
La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni e potrebbe avere un peso significativo sul prosieguo della stagione del Napoli.
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