C’è un tiro che vale più di una vittoria. È quello che rimette una squadra sulla mappa della NBA che conta. Devin Booker lo ha preso, lo ha costruito e lo ha trasformato in realtà nella notte dell’Arizona, firmando una tripla sulla sirena che ha piegato gli Oklahoma City Thunder campioni in carica: 108-105. Un canestro in sospensione sopra due dei migliori difensori della lega, Alex Caruso e Luguentz Dort, diventato immediatamente simbolo di un messaggio chiaro: i Phoenix Suns vogliono tornare nella conversazione per l’anello.
Booker, 29 anni, ha chiuso con 24 punti e 9 assist, numeri che raccontano solo in parte l’impatto della sua partita. Il tiro decisivo è stato l’epilogo di una gara giocata con pazienza e controllo, in cui Phoenix ha saputo restare a contatto fino al momento buono, quando la stella ha preso in mano il destino della sfida. Dall’altra parte Shai Gilgeous-Alexander, MVP in carica, ha messo 25 punti ma con percentuali lontane dalla sua abituale efficienza, fotografando una serata complicata per OKC.
La sconfitta è l’ennesimo segnale di una flessione che inizia a fare rumore. I Thunder hanno perso cinque delle ultime undici partite, un dato impensabile solo poche settimane fa, quando la loro difesa sembrava una muraglia invalicabile. La serie di battute d’arresto contro San Antonio ha aperto una crepa, e ora anche squadre che fino a poco tempo fa faticavano persino a competere riescono a metterli in difficoltà.
Per Phoenix, la vittoria ha un valore che va oltre il punteggio. L’estate ha segnato la fine del progetto dei “tre intoccabili”, con le partenze di Kevin Durant e Bradley Beal, e molti avevano relegato i Suns ai margini del grande giro. La scelta di ripartire con Jordan Ott in panchina e con innesti mirati, però, sta dando segnali incoraggianti. Dillon Brooks, arrivato proprio nella trade per Durant, è diventato l’anima “cattiva” della squadra, capace di incidere su entrambi i lati del campo, mentre Jordan Goodwin ha acceso la panchina con 26 punti di pura energia. Più in ombra, invece, Nigel Hayes-Davis, ancora fuori dalle rotazioni nonostante un pedigree europeo di primissimo livello.
In classifica i Suns sono settimi a Ovest con 21 vittorie e 14 sconfitte, ma la sensazione è che il loro momento stia crescendo. I Thunder restano in vetta con 30-6, numeri ancora dominanti, ma la prospettiva di inseguire record storici come il 73-9 dei Warriors 2016 appare improvvisamente meno scontata.
Nel deserto, intanto, resta l’eco di quel tiro: una parabola altissima, due difensori addosso, e la palla che cade dentro con la naturalezza delle giocate destinate a restare. Devin Booker ha parlato senza microfoni, e tutta la NBA ha ascoltato.
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