Romelu Lukaku non è ancora pronto per tornare in campo. Il suo recupero procede lentamente e servirà ancora tempo prima di vederlo almeno in panchina. La convocazione per la Supercoppa aveva fatto sperare in un ritorno più rapido, ma le parole di Conte in Arabia Saudita avevano spento le illusioni: “Non ha un minuto”. Da allora, Lukaku non è stato più convocato e non sarà a disposizione nemmeno per la trasferta contro la Lazio. A più di quattro mesi dallo stop accusato il 14 agosto durante il ritiro, il quadro clinico legato alla grave lesione del retto femorale sinistro impone ancora grande attenzione. I medici non affrettano i tempi: prima di poter immaginare un rientro serviranno almeno altre due o tre settimane di lavoro mirato. La chiamata per la trasferta di Riyad si è rivelata un’illusione, perché accelerare i ritmi non è ritenuto sicuro. Un percorso di recupero che si è progressivamente allungato rispetto alle previsioni iniziali, fino a superare la soglia dei cinque mesi, costringendo Lukaku a restare fuori per quasi tutta la prima parte di stagione e anche dagli impegni europei.
Lukaku continua a lavorare individualmente per recuperare dall’infortunio al retto femorale della coscia sinistra, subito a Castel di Sangro durante l’ultima amichevole contro l’Olympiacos. Sono passati 141 giorni dall’ultima volta che ha giocato una partita ufficiale. In questo periodo, l’attaccante ha saltato 25 partite: 16 di campionato, 6 di Champions League, 2 di Supercoppa e una di Coppa Italia. Le uniche apparizioni sono state due panchine in Arabia Saudita. L’ultimo gol e l’ultima presenza risalgono al 23 maggio, nella notte dello scudetto. La lunga assenza rappresenta un problema anche in ottica nazionale, dato che Lukaku punta a giocare il prossimo Mondiale con il Belgio.
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