Da Giannis a LeBron: il 2026 può cambiare il volto della NBA

Il mercato NBA del 2026 si preannuncia esplosivo, con possibili scambi clamorosi e il futuro incerto di alcune delle più grandi stelle della lega.

Il mercato NBA è pronto a vivere un 2026 esplosivo, con il nuovo anno che potrebbe segnare una vera e propria svolta per molte franchigie e per alcune delle stelle più iconiche della lega. Dopo un 2025 già entrato nella storia per il clamoroso scambio che ha coinvolto Luka Dončić, la sensazione è che il prossimo capitolo del mercato possa essere ancora più dirompente. Tra contratti in scadenza, ambizioni frustrate e cicli tecnici ormai al capolinea, diversi protagonisti sono destinati a diventare centrali nelle prossime finestre di trattative.

Il nome che fa tremare l’intera NBA è quello di Giannis Antetokounmpo, ala grande dei Milwaukee Bucks e due volte MVP. A 31 anni, nel pieno della maturità cestistica, Giannis continua a ribadire il suo legame con Milwaukee, ma allo stesso tempo non nasconde l’esigenza di tornare a competere seriamente per il titolo. Dopo l’anello del 2021, i Bucks hanno accumulato tre eliminazioni consecutive al primo turno dei playoff e anche in questa stagione faticano a trovare continuità. Con contratto in scadenza nel 2027, il 2026 rappresenta un momento chiave: o Milwaukee costruisce subito una squadra da titolo, oppure il sacrificio della sua stella potrebbe diventare inevitabile per avviare una ricostruzione profonda.

Altro dossier delicatissimo è quello di Anthony Davis, centro/ala grande dei Dallas Mavericks. Arrivato in Texas nello scambio shock per Dončić, Davis continua a convivere con una fragilità fisica che ne limita l’impatto. Il suo talento non è in discussione, ma i continui passaggi in infermeria preoccupano la dirigenza. Con un contratto pesante e 33 anni all’orizzonte, Dallas valuta se muoverlo prima che il suo valore di mercato si riduca ulteriormente. Tra le squadre alla finestra ci sarebbero i Golden State Warriors, alla ricerca di un ultimo grande colpo per restare competitivi nell’era post-Curry.

Tra i lunghi più osservati c’è anche Kristaps Porziņģis, centro degli Atlanta Hawks. Il lettone, 30 anni, è arrivato come colpo di spessore, ma ha già saltato gran parte della stagione per problemi fisici e una patologia che gli provoca forte affaticamento. Con il contratto in scadenza e uno stipendio da circa 30 milioni di dollari, Atlanta potrebbe decidere di cederlo prima della trade deadline di febbraio per evitare di perderlo senza ritorno.

Sempre ad Atlanta tiene banco la situazione di Trae Young, playmaker e volto della franchigia. Dopo aver trascinato gli Hawks alle Finali di Conference nel 2021, il suo percorso si è progressivamente complicato. Le difficoltà di leadership, le continue proteste agli arbitri e i risultati altalenanti della squadra hanno incrinato il rapporto con l’ambiente. Con il contratto vicino alla scadenza e le trattative per il rinnovo ferme, un cambio di scenario appare sempre più probabile.

Tra i profili più intriganti del mercato figura Michael Porter Jr., ala dei Brooklyn Nets. A 27 anni, lontano dall’ombra di Nikola Jokić, Porter è diventato il principale riferimento offensivo di una squadra giovane e in ricostruzione, aumentando sensibilmente il suo rendimento realizzativo. Diverse contender lo vedono come un’ala ideale per fare il salto di qualità, mentre Brooklyn potrebbe sfruttare il suo valore per accumulare scelte al draft e giovani prospetti.

A Golden State, invece, il nodo si chiama Jonathan Kuminga, ala di 23 anni dal talento evidente ma dal rapporto complicato con staff tecnico e dirigenza. Il suo futuro sembra segnato: con il contratto in scadenza e pochissimo spazio nelle rotazioni, i Warriors sono determinati a trovargli una nuova destinazione prima della chiusura del mercato.

Guardando all’estate, attenzione a Ja Morant, playmaker dei Memphis Grizzlies. Considerato fino a poco tempo fa un talento generazionale, Morant ha visto il suo status offuscato da problemi disciplinari e infortuni ricorrenti. La pazienza della franchigia sta diminuendo e un’ennesima stagione senza risultati importanti potrebbe spingere Memphis a una scelta drastica.

Situazione simile a New Orleans con Zion Williamson, ala forte dei Pelicans. Scelto con la prima chiamata assoluta nel Draft 2019, Zion non ha mai disputato una partita di playoff a causa di continui problemi fisici. Tra infortuni, polemiche e risultati deludenti della squadra, il suo futuro in Louisiana appare sempre più incerto.

Infine, due icone del gioco: LeBron James e Chris Paul. LeBron, ala dei Los Angeles Lakers, ha appena compiuto 41 anni ed è all’ultimo anno di contratto. Per la prima volta nella sua carriera non è più il centro del progetto tecnico e i numeri, seppur ancora di alto livello, sono in calo. Il ritiro a fine stagione è una possibilità concreta, con il sogno di un’eventuale chiusura romantica a Cleveland. Chris Paul, playmaker di 40 anni, è invece senza squadra dopo l’addio ai Clippers e rischia un finale di carriera lontano dai palcoscenici che ha calcato per oltre quindici anni.

Il 2026 si apre quindi con un mercato NBA carico di tensione e aspettative: tra scambi potenzialmente storici, fine di cicli e possibili addii illustri, la lega si prepara a uno dei periodi più imprevedibili e affascinanti degli ultimi anni.

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