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La Federazione Italiana Sport Invernali ha annunciato le atlete convocate per le gare di Coppa del Mondo a Kranjska Gora, in programma il 3 e 4 gennaio 2026.
Federica Brignone parla con la consueta lucidità e senza scorciatoie quando il tema è il possibile rientro agonistico in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina. La campionessa valdostana, intervenuta a Courmayeur in occasione della presentazione del libro della madre Ninna Quario, Due vite. Lo slalom parallelo con mia figlia Federica Brignone, ha fatto il punto sul suo recupero dopo le prime giornate di lavoro sulla neve nel periodo post-natalizio.
Dopo aver concluso il primo vero blocco di allenamenti in pista, tra Courmayeur e Valgrisenche, Brignone ha raccontato una situazione ancora in divenire, fatta di progressi ma anche di limiti evidenti. “Il dolore c’è, ma va meglio per fortuna”, ha spiegato, sottolineando come il percorso di rientro sia tutt’altro che semplice. La fuoriclasse azzurra sta cercando di comprimere in poche settimane una preparazione che normalmente richiede mesi: “Manca tanto allenamento, devo fare tutto in neanche due mesi anziché sette”.
Un dato che pesa non solo sul piano tecnico, ma anche su quello fisico. Brignone ha ricordato come gli ultimi otto mesi siano stati dedicati quasi esclusivamente alla riabilitazione: “Ho fatto otto mesi di terapia per rieducare il mio corpo, che non è ancora quello di prima”. Un lavoro necessario, ma che inevitabilmente ha tolto spazio alla preparazione specifica sugli sci. “Non ho fatto ancora neppure un allenamento in condizioni da gara, dove lo sci sbatte”, ha aggiunto, evidenziando quanto manchi ancora il confronto con ritmi e sollecitazioni da competizione.
Il tema olimpico resta sullo sfondo, ma senza forzature. Brignone è stata recentemente indicata come una delle possibili portabandiera, un riconoscimento che l’atleta ha accolto con grande orgoglio. Tuttavia, quando si parla di partecipazione agonistica ai Giochi, la linea è netta: “Se parliamo di Olimpiadi in termini agonistici, devo dire che mancano km e allenamento, non solo sugli sci ma proprio quello fisico sulla neve”.
La campionessa azzurra non lascia spazio a interpretazioni o favoritismi legati al suo nome e al suo palmarès. “Cercherò di presentarmi vicina alle Olimpiadi al 100% e provarci”, ha spiegato, ma con una condizione imprescindibile: “Non dovessi stare bene non mi qualificherei neanche, nessuno mi porterebbe perché andrebbero più forte di me e io non voglio togliere il posto ad una mia compagna solo per andare al cancelletto e frenare”.
Parole che raccontano non solo la determinazione di un’atleta abituata a lottare, ma anche un forte senso di responsabilità verso la squadra. Il rientro in Coppa del Mondo resta l’obiettivo immediato, con gennaio come mese chiave per capire se il percorso intrapreso potrà davvero riportarla ai livelli necessari per pensare ai Giochi.
Federica Brignone, ancora una volta, sceglie la strada più difficile: quella della meritocrazia e dell’onestà sportiva, anche quando in gioco c’è il palcoscenico più ambito.
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