F1: Ferrari, Honda e Audi chiedono chiarimenti alla FIA sui motori Mercedes e Red Bull

Le scuderie Ferrari, Honda e Audi sollecitano la FIA a intervenire su presunte irregolarità nei motori Mercedes e Red Bull, in vista del campionato 2026.

A pochi mesi dall’inizio della stagione 2026 di Formula 1, emergono tensioni tra i costruttori riguardo alle nuove normative sui motori. Ferrari, Honda e Audi hanno inviato una lettera alla FIA, sollecitando un intervento su presunte irregolarità nei propulsori sviluppati da Mercedes e Red Bull. Il nodo della questione riguarda l’interpretazione del rapporto di compressione nei motori V6 turbo, che il regolamento 2026 ha abbassato da 18:1 a 16:1. Secondo le nuove regole, le verifiche saranno effettuate a temperatura ambiente, senza specificare controlli durante la marcia. Le tre scuderie accusano Mercedes e Red Bull di sfruttare questa lacuna normativa per aumentare il rapporto di compressione in condizioni di gara, rientrando nei parametri solo a motore freddo. Si ipotizza l’uso di materiali che si espandono con il calore, incrementando così le prestazioni. La FIA è chiamata a chiarire la situazione per garantire equità nel campionato. 

Il ruolo della FIA e le possibili soluzioni

La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) si trova di fronte alla necessità di intervenire per risolvere la disputa. In passato, la FIA ha affrontato situazioni simili, come nel 2020 con il sistema DAS di Mercedes, bandito nella stagione successiva. Una delle soluzioni proposte dalle scuderie coinvolte è quella di modificare i metodi di controllo del rapporto di compressione, introducendo nuovi criteri dopo 6-7 gare, per permettere ai team di adeguare le power unit. Questa proposta mira a garantire che tutte le monoposto siano conformi alle normative in qualsiasi momento, evitando vantaggi sleali. 

Implicazioni per il campionato 2026

Le accuse rivolte a Mercedes e Red Bull potrebbero avere un impatto significativo sul campionato 2026. Se le presunte irregolarità fossero confermate, le scuderie coinvolte potrebbero essere costrette a modificare i loro motori, con conseguenti ritardi e costi aggiuntivi. Inoltre, la questione solleva interrogativi sulla capacità della FIA di monitorare e far rispettare le nuove normative, fondamentali per garantire una competizione equa. La risoluzione tempestiva di questa disputa è cruciale per evitare che le polemiche offuschino l’inizio della nuova stagione di Formula 1. 

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