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Durante i MotoGP Awards 2025 a Valencia, Valentino Rossi è stato ripetutamente fischiato dal pubblico. Marc Marquez è intervenuto per difendere il collega, invitando al rispetto reciproco.
Valentino Rossi continua a essere una figura leggendaria del motociclismo, capace di suscitare emozione e rispetto ovunque vada. A 45 anni, il nove volte campione del mondo ha rilasciato un’intervista esclusiva a Rolling Stone, dove ha ripercorso la sua carriera, l’evoluzione del paddock e alcuni aneddoti che hanno segnato la sua straordinaria carriera. La sua visione lucida e profonda del motociclismo dimostra come il “Dottore” abbia cambiato per sempre il mondo delle corse.
Rossi ricorda come il suo arrivo nel motomondiale abbia portato una ventata di giovinezza e innovazione. “Sono stato il primo pilota moderno. A 20 anni ero già in 500cc, un passo che ha segnato una rottura con il passato e i vecchi codici del campionato”, ha dichiarato il pilota di Tavullia. Il suo approccio energico e carismatico ha completamente trasformato l’ambiente delle corse, portando un’energia nuova che ha contagiato anche i suoi compagni di pista.
Quando Rossi iniziò la sua carriera, il paddock aveva un’atmosfera molto più caotica e imprevedibile. “La MotoGP era un mondo di matti, con molti piloti più grandi e con meno regole. Ora è tutto più professionale, alle 9:30 del mattino il paddock è deserto. Prima, almeno, trovavi qualcuno che beveva una birra”, ha detto Rossi, evidenziando come la professionalizzazione abbia cambiato l’atteggiamento e le dinamiche all’interno del paddock.
Tra i piloti che più hanno influenzato Rossi durante la sua carriera c’è Barry Sheene, un vero e proprio idolo per il Dottore. “Sheene era un pilota superavanzato e superstiloso. Arrivava alle gare con il Rolls-Royce, era amico dei Beatles e sempre circondato da donne incredibili. Era il James Hunt delle moto, ma per me era ancora meglio di Hunt. Ha fatto la storia”, ha detto Rossi. Una delle sue excentricità più celebri riguardava il suo abbigliamento: “Barry fece aggiungere un taschino nel suo mono Dainese per mettere le sigarette. Così, se cadeva, poteva fumare mentre aspettava di tornare in pista.”
Un altro aspetto che Rossi ha contribuito a trasformare è stato quello dei caschi personalizzati. “Posso dire che quasi li ho inventati io, ora li usano tutti, anche in Formula 1. A quei tempi ci dedicavamo tantissimo tempo e avevamo regole superstiziose legate a quei caschi”, ha affermato Rossi. I suoi caschi, sempre unici e spettacolari, sono diventati un marchio di fabbrica, un modo per esprimere la sua personalità e la sua creatività. La sua attenzione ai dettagli e il modo in cui riusciva a coinvolgere i suoi fan attraverso questi caschi è diventato un fenomeno globale che oggi è seguito anche da altri sport motoristici, come la Formula 1.
Rossi ha anche raccontato le difficoltà con i suoi sponsor, che volevano approvare i caschi con largo anticipo. “I nostri sponsor volevano il casco pronto prima delle gare, ma arrivavamo sempre così tardi che non avevano altra scelta che accettarlo come era”, ha scherzato il pilota, ricordando l’instancabile dedizione alla creazione di ogni nuovo design.
Valentino Rossi ha lasciato un segno indelebile nel motociclismo e nel cuore dei suoi tifosi. Non solo per i suoi successi in pista, ma per aver saputo trasformare l’intero ambiente delle corse, portando un’energia giovanile, una professionalità senza pari e un carisma che ha catturato il mondo. Con le sue parole e le sue storie, Rossi ha ricordato a tutti perché è una leggenda, una figura che ha influenzato non solo la MotoGP, ma anche il modo in cui si vive e si percepisce il motociclismo a livello globale.
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