Wojciech Szczesny, attuale portiere del Barcellona, ha recentemente rilasciato un’intervista a GQ Polonia, nella quale ha condiviso riflessioni sulla sua carriera e sull’importanza dell’esperienza vissuta alla Juventus.
Szczesny ha sottolineato come il periodo trascorso alla Juventus sia stato fondamentale per la sua crescita professionale e personale. “La Juve mi ha costruito. Mi ha insegnato la disciplina. È una squadra completamente diversa da quelle che conoscevo. L’Arsenal è calcio bello, ma senza la pressione di vincere il campionato. La Roma mi ha fatto assaggiare il successo. Il Barcellona è puro piacere di giocare. La Juventus è lavoro quotidiano sotto pressione massima. Lì conta solo vincere. E io ho imparato a farne parte”.
Il portiere polacco ha anche ricordato un episodio significativo con Giorgio Chiellini: “Un giorno alla Juventus commisi un errore evidente e Chiellini mi urlò contro negli spogliatoi. Questa è la parte che la gente non capisce: tu vuoi bene ai tuoi compagni, ma in campo non gliene frega niente a nessuno. Se sbagli, ti distruggono. E grazie al cielo! Fu una prova d’amore, non di cattiveria”.
Dopo aver lasciato la Juventus, Szczesny ha deciso di trasferirsi al Barcellona, ma il legame con il club bianconero è rimasto forte. “Tre giorni prima di ritirarmi ho detto a Lewandowski che avrei cambiato idea solo per il Barcellona. Quando mi hanno chiamato sapevano di potermi convincere. Quello che ho percepito dal Barcellona come stipendio è stato quello che ho dovuto restituire alla Juve per aver risolto anticipatamente il contratto”.
Szczesny ha anche rivelato di aver giocato gratuitamente per un anno al Barcellona: “Il primo anno ho giocato gratuitamente al Barça. Ciò che ho preso l’ho dato tutto alla Juventus”.
Nel corso dell’intervista, Szczesny ha condiviso anche alcune riflessioni sulla sua carriera e sulle sfide affrontate. Ha parlato delle difficoltà fisiche che ha dovuto superare, come il dolore cronico derivante da una doppia frattura agli avambracci subita nel 2008, che ancora oggi lo accompagna. “L’allenatore mi ha risposto che conta solo ciò che faccio in campo. ‘Finché lì sei super professionale, puoi anche fumare durante la parata quando festeggiamo il titolo'”.
Nonostante le sfide, il portiere polacco continua a dimostrare il suo impegno e la sua passione per il calcio, mantenendo un legame speciale con la Juventus e affrontando con determinazione la sua avventura al Barcellona.
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