Casey Stoner: “Solo tre volte in carriera ho spinto dall’inizio alla fine e ho avuto fortuna a non cadere”

L'Atalanta conquista una vittoria cruciale in Champions League battendo l'Olympique Marsiglia 1-0 grazie a un gol di Lazar Samardzic al 90'.Casey Stoner, due volte campione MotoGP, ha raccontato a Speedweek il suo approccio unico alle gare: mai ossessionato dalle moto, puntava sull’efficienza e sul controllo. “Solo tre volte ho spinto dall’inizio alla fine”, ha rivelato l’ex pilota australiano, ricordando la vittoria ad Assen 2008 come la gara “più facile e perfetta” della sua carriera.

Leggenda della MotoGp e due volte campione del mondo, Casey Stoner è tornato a parlare della sua carriera e del suo particolare approccio alle gare. In un’intervista rilasciata a Speedweek, l’ex pilota australiano — campione MotoGP nel 2007 con Ducati e nel 2011 con Honda — ha svelato curiosi retroscena sul suo modo di vivere la competizione e sul suo talento naturale in sella.

“Non era un’ossessione, solo efficienza”

Stoner, oggi parte della MotoGP Legends, ha spiegato come il motociclismo non sia mai stato per lui una mania:

“Quello che facevo non è mai stato un’ossessione. Ero semplicemente bravo a fare le cose in fretta. Non mi servivano dieci giri per capire una moto, me ne bastavano due. Era un modo più efficiente di lavorare”.

L’australiano, noto per la sua sensibilità di guida e la capacità di adattarsi a ogni condizione, ha sottolineato come non avesse bisogno di lunghe sessioni di prova per ottenere il massimo:

“Facevo meno giri degli altri, ma traevò più informazioni in meno tempo. Mi concentravo sulla qualità, non sulla quantità.”

“Solo tre volte ho dato tutto dall’inizio alla fine”

Nonostante la sua fama di pilota aggressivo, Stoner ha confessato di aver spinto davvero al limite pochissime volte:

“In tutta la mia carriera ci sono state solo tre occasioni in cui ho spinto al massimo dalla prima all’ultima curva, e in tutte e tre ho avuto fortuna a non cadere.”

L’ex campione ha ricordato anche una delle sue gare più “facili”: il GP d’Olanda del 2008 ad Assen, dominato in sella alla Ducati:

“In qualifica avevo più di un secondo di vantaggio. In gara ho corso al 60-70%, senza mai forzare, e ho vinto con 12 o 13 secondi di margine. È stata la corsa più rilassata della mia vita. Pensavo: ‘Possiamo farlo tutti i weekend?’”.

Il piacere della perfezione

Per Stoner, l’essenza del motociclismo era la sensazione di totale controllo:

“Quando sei in pista e vai così forte senza sforzo, è una sensazione pura, quasi unica. Ti accorgi che tutto funziona: te, la moto, il team. È qualcosa che capita solo una volta nella carriera di un pilota.”

ti potrebbe interessare

     | Sport

Jack Miller ha portato la Yamaha in cima alla classifica durante la seconda giornata di test a Sepang, segnando un tempo di 1’58″123.

     | Sport

Pedro Acosta, talento spagnolo della MotoGP, starebbe per firmare con Ducati per il biennio 2027-2028, dove sarà compagno di squadra di Marc Márquez. La notizia, sebbene non ancora ufficiale, è stata confermata dal quotidiano sportivo spagnolo As.

     | Sport

Nel primo giorno di Shakedown a Sepang, Aleix Espargarò su Honda segna il miglior tempo, seguito dal fratello Pol su KTM. Il debuttante Toprak Razgatlioglu impressiona con il quarto posto.

     | Sport

Fabio Quartararo pronto a lasciare Yamaha per Honda dal 2027: accordo biennale che apre un nuovo capitolo della sua carriera e accende il mercato MotoGP.

     | Sport

KTM presenta la line-up 2026 di MotoGP con Pedro Acosta, Brad Binder, Maverick Viñales ed Enea Bastianini. Con la stessa livrea arancione per tutti, il team punta su continuità e coesione: “Stessi colori, stessa ambizione” per affrontare l’ultimo anno del ciclo 1000cc.