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Andrea Lazzari, ex calciatore allenato da Allegri, analizza a Radio Kiss Kiss Napoli le possibili scelte tattiche del tecnico per il Napoli, sottolineando l’importanza della qualità tecnica e la ricchezza dell’organico offensivo.
Napoli ha dato l’ultimo saluto a James Senese, scomparso ieri all’età di 80 anni. La cerimonia funebre si è svolta nella Chiesa Santa Maria dell’Arco a Miano, il quartiere dove l’artista è nato e ha vissuto gran parte della sua vita. Numerosi amici, colleghi e abitanti del quartiere si sono riuniti per rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente la scena musicale napoletana.
La chiesa di Santa Maria dell’Arco a Miano era gremita di persone venute a rendere omaggio a James Senese. Tra i presenti, spiccavano volti noti della musica napoletana, tra cui Edoardo Bennato e Nino D’Angelo, che hanno voluto testimoniare il loro affetto e la loro stima per il collega scomparso. La cerimonia è stata caratterizzata da momenti di profonda commozione, con lunghi applausi che hanno accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa. Il quartiere di Miano, dove Senese ha trascorso gran parte della sua vita, ha partecipato in massa, dimostrando quanto l’artista fosse amato e rispettato dalla sua comunità.
Durante la cerimonia, numerosi amici e colleghi hanno voluto condividere ricordi e aneddoti legati a James Senese. Enzo Avitabile, amico di lunga data, ha dichiarato: “Perdo un fratello, uniti da quando avevo 10 anni”. Le parole di Avitabile hanno sottolineato il profondo legame che li univa, sia sul piano personale che professionale. Anche altri musicisti presenti hanno espresso il loro dolore per la perdita di un artista che ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana. La sua capacità di fondere jazz, blues e sonorità mediterranee ha influenzato intere generazioni di artisti.
James Senese, nato Gaetano Senese, ha avuto una carriera straordinaria che ha attraversato decenni di evoluzione musicale. Fondatore dei Napoli Centrale e collaboratore storico di Pino Daniele, ha contribuito a definire il “Neapolitan Power”, un movimento che ha rivoluzionato la musica napoletana mescolando tradizione e innovazione. La sua musica, caratterizzata da un sax inconfondibile e da testi profondi, ha raccontato le gioie e le sofferenze di Napoli, diventando colonna sonora della città.
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