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Dario Marcolin e Blerim Dzemaili discutono su Radio Kiss Kiss Napoli delle scelte tattiche del Napoli in vista della sfida contro l’Atalanta, soffermandosi su centrocampo e difesa.
Un esordio difficile ma con la volontà di trasformarlo in una lezione di crescita. Luca Marianucci, 21 anni, ha debuttato con la maglia del Napoli al “Meazza” nella sfida persa 2-1 contro il Milan. Una partita che resterà a lungo nella sua memoria: il giovane difensore è stato protagonista in negativo nelle prime fasi di gara, quando Pulisic lo ha superato con troppa facilità in occasione del gol del vantaggio rossonero, e ha sofferto anche in occasione del raddoppio.
A fine gara, Marianucci ha scelto Instagram per sfogarsi e per rivolgersi ai tifosi:
“Sognavo e speravo un esordio del tutto diverso, ma ogni singolo episodio, anche il più sfortunato o il peggiore, aiuta a crescere e migliorare”. Un messaggio che suona quasi come un atto di scuse, ma anche come una promessa di resilienza.
I sostenitori del Napoli hanno risposto con grande affetto, inondando il suo profilo di commenti incoraggianti: “Sei stato un guerriero a San Siro, avanti ragazzo”, “Forza Luca, ci rialzeremo più forti di prima”, “Siamo con te, amma faticà”.
Nonostante gli errori, Antonio Conte ha voluto difendere pubblicamente il suo giocatore:
“Luca è un calciatore che fa parte della rosa, anche se non è in lista Champions. Si sta allenando bene e si è guadagnato questa possibilità. Ha dimostrato di poter stare nella nostra squadra”.
Una fiducia che nasce dall’impegno del difensore livornese, primo acquisto dell’estate azzurra, arrivato dall’Empoli per circa 9 milioni di euro.
La carriera di Marianucci è ancora tutta da scrivere. Dopo aver mosso i primi passi in Serie C con la Pro Sesto nella stagione 2023/24 e aver conquistato la titolarità all’Empoli, è stato protagonista anche con la Nazionale Under 21, firmando il gol vittoria contro la Macedonia del Nord lo scorso 9 settembre.
Il salto a Napoli rappresenta la sfida più grande della sua giovane carriera. Conte lo ha scelto per affrontare il Milan, complice l’emergenza difensiva (out Rrahmani, Buongiorno, Mathias Olivera e Spinazzola), preferendolo a Beukema, risparmiato in vista della Champions. Una scelta rischiosa che ha mostrato le difficoltà di un esordio così precoce, ma anche la fiducia di un allenatore che vede in lui potenziale e personalità.
San Siro resta una ferita dolorosa, ma anche il primo passo di un percorso che può trasformarsi in crescita. Marianucci ha davanti un’intera stagione e un contratto quinquennale per dimostrare il suo valore e diventare un punto fermo del Napoli.
Per adesso, resta l’amarezza di un debutto complicato. Ma se è vero che le cadute temprano i campioni, quella di Milano potrebbe essere stata soltanto l’inizio di una storia azzurra da scrivere.
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